Carne
- Serie:
- La città che sale
- Carne
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Il filone “carne” rappresenta una serie di lavori cresciuti e sviluppati nel segno espressivo dell'inconscio, che detta le sue regole nella velocità dell'espressione, questa immediatezza crea, attraverso un letto segnico l'opera, che voglio definire “organica” perché raffigura sempre nella sua gestazione un tessuto umano in alcuni casi, invece in altri un organo, un'interiora. Il protagonista di questo lavoro è un connubio fra la rappresentazione fisica di ciò che c'è realmente all'interno del nostro corpo, come viscere organi e tessuti, e l'interiorità del sentimento, che celato ancor più in profondità si svela all'artista, mettendo a nudo un espressività che comunica con l'essere.
In questo lavoro, se osservato nella pienezza della sua composizione, non si può che vedere il soggetto protagonista dell'opera: “il Gesto”, che descrive nei suoi atti impliciti legati al movimento e li sviluppa su due principali vie dall'alto verso il basso e viceversa. Si materializza così un corpo che preme nei suoi momenti più tragici e carichi di pathos, l'espansione verso la verticalità dell'immagine, mai statica.
L'utilizzo di tutti questi segni pregnano la composizione di caratterizzanti sfumature e la espandono nella sua gamma dal nero al grigio, creando piani su cui si avviluppa la plasticità dell'immagine e rivela la scoperta di un nuovo mondo interiore che scorre nel profondo e denso fluido dell'Es Freudiano.